[ vai alla pagina di presentazione del sito ]]

 

 

 

Indagine Sociologica

Il Terzo Settore e la produzione di “capitale sociale” a Napoli

 

Perché un tale progetto

Il progetto di ricerca sul Terzo Settore a Napoli rientra in un più ampio programma nazionale di studio sul “Terzo Settore in Italia: Culture e Pratiche”, condotto da una équipe nazionale cui partecipano colleghi afferenti a 7 sedi universitarie italiane e coordinate dal Prof. Pierpaolo Donati dell’Università di Bologna.

L’attenzione al Terzo settore e in particolare alle organizzazioni di privato-sociale (Ops), ossia a quell’insieme di organismi privati (associazioni di volontariato; di promozione sociale; di famiglie; cooperative; fondazioni; banche etiche) che perseguono interessi di natura collettiva o svolgono attività economiche senza perseguire fini di lucro, si è andata sviluppando in questi anni in ragione sia della rapida crescita realizzatasi a livello nazionale, sia dei cambiamenti più qualitativi che hanno interessato l’organizzazione di tali gruppi, l’offerta dei servizi e il contributo al miglioramento della qualità dell’agire relazionale.

Il crollo del sistema dei partiti all’inizio degli anni ’90, l’imbarbarimento della cultura e dell’agire economico e del mondo degli affari mercantili e il contemporaneo affermarsi di una più autonoma cultura civile affrancata da quella politica, hanno senz’altro favorito l’originarsi di una maggiore pluralizzazione delle sfere associative il cui sviluppo contribuisce a riformulare la dialettica persona-cittadino-società dentro la sfera pubblica e tra questa e la sfera privata.

Nuove tendenze, pertanto, vanno emergendo sulla spinta di questi caratteri e sviluppi propri del Terzo settore, sebbene sia da accertare fino a che punto esse si manifestino omologamente a livello delle diverse ripartizioni territoriali del Paese. Tali tendenze si possono sintetizzare: da un lato, in una più forte domanda di autonomia della società civile e un maggior riconoscimento della sua rilevanza sociale. Questo aspetto si manifesta come tentativo di costruire un assetto sociale diverso contrassegnato dal riconoscimento del fatto, da parte sia della sfera economica che di quella politica, che le persone umane sono caratterizzate da una comune e unica dignità nella sfera pubblica come in quella privata, indipendentemente dalle loro diversità fisiche, sociali, economiche, politiche, culturali. Dall’altro lato, la pluralizzazione delle sfere associative delinea il carattere aperto e debole delle appartenenze e il moltiplicarsi degli ambiti che contribuiscono alla formazione dell’identità soggettiva e sociale, relazionalmente sempre più autonoma, libera da vincoli forti e spinta ad assumere nuove responsabilità.

Queste nuove tendenze si vanno affermando in un contesto e condizioni storiche in cui la comunicazione sia mediatica che informatica va assumendo un carattere egemone in quasi tutti i sistemi sociali, al punto da divenire una sorta di pre-condizione perché gli attori sociali si rendano visibili nella sfera pubblica. Nella società “mediata” in cui sapere e potere si rafforzano reciprocamente, essere visibili è la precondizione per essere riconosciuti da altri (stato, mercato, cittadini) e per poter operare. Per le Ops emergere nella sfera pubblica non è, infatti, un optional, ma è un imperativo. Da qui l’esigenza di realizzare un secondo obiettivo più operativo nell’ambito della ricerca: realizzare un Portale del Terzo settore perché siti internet, news group e chat line appaiono come forme di comunicazione specifiche e meglio adatte a sviluppare la comunicazione del Terzo settore.

In effetti si nota a livello nazionale un aumento dell’utilizzo di internet da parte delle Ops. L’indagine nazionale su Il Terzo Settore in Italia. Culture e pratiche, curata da P. Donati e I. Colozzi e pubblicata dalla Franco Angeli nel mese scorso, ha fatto emergere che quasi 3 volontari attivi su 4 nelle Ops (pari al 73,1%) si collega ad internet e ben oltre un quarto (26,5%) la impiega ogni giorno.

E’ dietro la spinta e la realizzazione di un primo progetto di Portale di cui si è reso responsabile il Prof. Stefano Martelli dell’Università di Palermo, che ha preso corpo il presente progetto che, proprio in continuità con il lavoro già realizzato a Palermo, vuole offrire una occasione di riflessione sul ruolo della società civile e più in particolare sull’arcipelago degli organismi che costituiscono il Terzo settore.

Gli obiettivi

La ricerca, iniziata nella primavera di quest’anno, si svilupperà in 24 mesi per raggiungere due obiettivi strategici:

a) esplorare i cambiamenti nei valori e le caratteristiche sociologiche del privato sociale a Napoli, per mettere in risalto l’eventuale contributo di una parte importante delle organizzazioni di Terzo settore alla produzione di “capitale sociale”, ossia di quella risorsa simbolica e materiale che in termini di qualità delle relazioni sociali ne innalza il livello per effetto dell’affermarsi di un maggior senso di cooperazione, fiducia, senso civico, responsabilità sociale verso le istituzioni e i cittadini. A partire da una definizione e analisi del privato sociale in base alle sue proprietà, si approfondiranno gli aspetti soggettivi (valori e norme) degli operatori e quelli oggettivi (l’organizzazione dei gruppi) al fine di comprendere e spiegare le culture e le pratiche sociali dei gruppi che costituiscono le organizzazioni di privato sociale (Ops). Sulla scorta delle risultanze empiriche si tratta di precisare la struttura interna e le relazioni esterne delle variegate formazioni sociali che caratterizzano questo settore;

b) svolgere un intervento concreto, ossia essere socialmente utili, mettendo a servizio della comunità locale, la produzione di un Portale del Terzo Settore per sostenere e migliorare gli sforzi delle organizzazioni non-profit a raggiungere livelli di comunicazione adeguata tra il mondo del non-profit e tra questo e le altre istituzioni sociali che operano nella città di Napoli. Questo obiettivo parte dalla semplice constatazione che, intanto è assente un Portale del Terzo settore a Napoli e, inoltre, che una valida strategia di comunicazione rende più visibile le ragioni, le pratiche che sottendono l’azione delle organizzazioni del non-profit. Si può certamente condividere l’idea che la comunicazione, in una società globalizzata e mediatica come quella contemporanea, sia divenuta una risorsa strategica fondamentale per tutti i sistemi sociali, e quindi anche per il Terzo Settore. Un modo per migliorare la competenza ed efficacia comunicativa del Terzo Settore a Napoli può consistere proprio nella creazione di un Portale, una sorta di “agorà telematica”, utile all’acquisizione di informazioni, aggiornamento, interazione comunicativa, formazione.

I contenuti

Il portale contiene l’organizzazione sistematica per tipologie di gruppi, aree tematiche, tipologie di utenze e bisogni, di tutti i servizi offerti dalle organizzazioni che operano e agiscono nell’area del non-profit, nonché utili link di collegamento con il Portale “Città Sociale” del Comune e altre istituzioni private e pubbliche di livello cittadino, nazionale e internazionale. Oltre alle informazioni sui servizi, le procedure concorsuali, la legislazione in materia di servizio sociale, politiche sociali e welfare in genere, il Portale contiene una banca dati aggiornabile relativa alle caratteristiche delle organizzazioni di non-profit locali, nazionali e internazionali, agli studi e ricerche del settore ed offre spazi interattivi dedicati al contatto con gli utenti, con le istituzioni locali, il pubblico. Ulteriore servizio che si prevede di attivare è quello della teleformazione e formazione on-line degli operatori.

Enti istitutori

Il fatto che un tale progetto nasca dall’idea e attività di una istituzione universitaria non deve meravigliare, essendo il Dipartimento di Sociologia dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II” in generale e alcuni docenti ad esso afferenti in particolare fortemente impegnati a tradurre, a livello territoriale, in forme operative e tangibili i risultati dell’attività scientifica. Perseguire, pertanto, un tale obiettivo significa contribuire in una forma socialmente rilevante a richiamare l’attenzione sui temi del welfare e del Terzo settore e sollecitare un discorso pubblico in modo che sia posta al centro della programmazione e della policy agenda l’azione e il contributo delle organizzazioni non-profit. L’attività di ricerca è condotta in collaborazione con l’ISERS di Napoli e allo stato attuale registriamo quali sostenitori dell’attività di ricerca e l’attivazione del Portale, in qualità di Enti istitutori, la Provincia di Napoli, l’Assessorato agli Affari Sociali del Comune di Napoli, l’Arcidiocesi di Napoli.

Napoli, 29 settembre 2004

Responsabile scientifico
Prof. Giacomo Di Gennaro
Dipartimento di Sociologia