Il Terzo Settore (TS) - così denominato perché
si distingue dal primo settore, lo Stato, che offre beni e servizi
pubblici, nonché dal secondo settore, il mercato o settore
for profit, che produce beni privati - costituisce quell’area
che si è andata formando tra Stato e mercato nella quale
si offrono servizi, si scambiano beni relazionali, si forniscono
risposte a bisogni personali o a categorie deboli secondo approcci
che non sono originariamente connotati da strumentalità (come
nel mercato), né da puro assistenzialismo (come nello Stato).
La crescente gamma di bisogni prodotti dalle nuove condizioni sociali
ha visto sempre più, in questi ultimi anni, organizzarsi
in maniera autonoma la società civile, la quale in diverse
forme (politiche, economiche, civili, sociali) partecipa alla realizzazione
del bene comune.
I soggetti che operano nell’ambito del TS sono numerosi e
si muovono come formazioni sociali intermedie. La propria azione
a volte è profondamente autonoma (come nel caso di famiglie,
di reti di amicizia, di vicinato) cioè indipendente da ogni
“relazione” con le istituzioni del mercato e dello Stato,
il più delle volte, invece, s’intreccia, o si affianca
e si relaziona con l’azione e l’attività di settori
pubblici che erogano servizi; nonché con quella di imprese
private del mercato che producono beni e servizi a fini di profitto.
Non c’è accordo tra gli studiosi e gli addetti ai lavori
su chi sono le organizzazioni o gruppi sociali che rappresentano
il TS. Alcuni ritengono che qualsiasi organismo di non-profit appartenga
di per sé al TS; altri, invece, ritengono che solo le organizzazioni
di privato sociale (Ops) come le associazioni di volontariato, le
associazioni di famiglie, le associazioni di promozione sociale,
le cooperative sociali di tipo A e/o B, le fondazioni, le banche
etiche, siano rappresentative del TS. In ogni caso, al di là
di tali dispute, che tuttavia hanno la loro rilevanza per la ricaduta
e le caratteristiche specifiche da assegnare agli organismi che
afferiscono al TS, si può senz’altro sostenere che
tale area è contraddistinta dal fatto che i gruppi e le organizzazioni
che vi operano tendono a soddisfare con modalità relazionali
diverse e talvolta innovative la gamma dei bisogni alla persona
e/o a categorie sociali.
Prof.Giacomo Di Gennaro
Dipartimento di Sociologia
Università degli Studi di Napoli Federico II
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